Il Divieto di Distruzione dei Prodotti Invenduti tra Disciplina Quadro e Normativa di Secondo Livello

Diritto & Affari
Il Divieto di Distruzione dei Prodotti Invenduti tra Disciplina Quadro e Normativa di Secondo Livello

Con l’entrata in vigore del divieto europeo di distruzione dei prodotti invenduti, la gestione delle eccedenze di magazzino cessa di essere una semplice scelta commerciale o contabile e diventa un tema centrale di compliance, tracciabilità e responsabilità d’impresa.

Il Regolamento europeo sull’ecodesign dei prodotti sostenibili interviene, in particolare, sui comparti dell’abbigliamento, degli accessori e delle calzature, imponendo alle grandi imprese, dal 19 luglio 2026, il divieto di distruggere i beni invenduti, salvo deroghe tassative. A questo si affiancano obblighi di rendicontazione, conservazione documentale e prova della legittimità dello smaltimento, destinati a incidere profondamente sui processi aziendali, sulla gestione dei resi e sui rapporti con gli operatori del settore dei rifiuti.

Monica Norata analizza su Diritto & Affari il nuovo quadro delineato dal Regolamento (UE) 2024/1781 e dalla normativa europea di secondo livello, soffermandosi sulle eccezioni ammesse, sugli obblighi informativi e sull’inversione dell’onere della prova: perché, nella nuova disciplina, non sarà sufficiente adottare una condotta conforme, ma occorrerà essere in grado di documentarla e dimostrarla puntualmente.

La sostenibilità entra così nella governance quotidiana dell’impresa: non più soltanto come obiettivo reputazionale, ma come sistema organizzato di procedure, controlli e responsabilità.